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TAC e Risonanza Magnetica al cuore, quando e perchè farle

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Il cuore è uno degli organi più importanti e complessi del nostro corpo. Parliamo dell’organo principe dell’apparato cardiocircolatorio, il motore che con le sue pulsazioni permette al sangue di trasportare l’ossigeno proveniente dai polmoni alle cellule dei diversi organi e tessuti. Per poter osservare la sua attività c’è bisogno di tecnologie avanzate che possano permetterne lo studio. L’utilizzo di queste tecnologie richiede, oltre ai cardiologi, la presenza di radiologi che analizzino le immagini.

Due esami fondamentali per la salute cardiovascolare sono la TAC e la Risonanza Magnetica al cuore. Per capire a cosa servono, ne abbiamo parlato con la dott.ssa Federica Pirro, medico radiologo specialista in imaging cardiovascolare di Paideia International Hospital.

 

TAC cardiaca, quando eseguirla

«La TAC cardiaca è un esame rapidissimo, non invasivo, che ci permette di identificare o escludere la presenza di ostruzioni alle arterie coronarie, ovvero quei piccoli vasi sanguigni che portano sangue al muscolo cardiaco – ci spiega la dott.ssa Pirro.

Il vantaggio della TAC è quello di consentire non soltanto una visualizzazione anatomica del lume dei vasi, paragonabile a quanto si ottiene con una coronarografia invasiva, ma di visualizzare anche la parete vascolare, permettendo così di identificare la eventuale malattia in fase molto precoce e prevenendo, in questo modo la possibile insorgenza di un infarto cardiaco».

La Tac cardiaca è uno degli esami più innovativi a disposizione per valutare la salute del cuore, ed è particolarmente utile:

  • nella valutazione dei pazienti che presentano sintomi di malattia aterosclerotica, come per esempio dolore al torace e mancanza di fiato, per stabilire la presenza di ostruzioni coronariche;
  • nello screening di pazienti che presentano un rischio cardiovascolare maggiore, quali i soggetti affetti da diabete e i pazienti con familiarità di malattia coronarica, specialmente in età precoce;
  • nella valutazione dei pazienti che hanno subito un intervento di rivascolarizzazione miocardica come ad esempio il bypass o l’angioplastica, per verificare a distanza di tempo il buon funzionamento degli interventi effettuati;
  • nel paziente giovane con sospetto di anomalie congenite cardiache e nello specifico delle coronarie.
 
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Pazienti asintomatici

«La TAC è indicata anche nei pazienti asintomatici che hanno però un alto rischio cardiovascolare – continua la dottoressa- ovvero nel soggetto obeso, diabetico, forte fumatore o con familiarità di malattia coronarica» approfondisce la specialista.

  

Risonanza magnetica cardiaca, quando eseguirla

«La cardio-RM è un esame definito “di secondo livello” perché segue in genere l’ecocardiografia, la metodica diagnostica più nota e diffusa in cardiologia.

È un’indagine del tutto innocua, indolore e non invasiva, che non usa radiazioni ma sfrutta un campo magnetico consentendo di studiare e valutare la funzionalità del cuore e lo stato del cuore. L’impiego della risonanza magnetica è dunque preferito quando l’oggetto della valutazione non sono le arterie coronarie ma il muscolo cardiaco, consentendo di individuare la presenza di danni strutturali del cuore recenti o pregressi.

La RM è utilizzabile in innumerevoli contesti clinici quali l’ampio contesto della cardiopatia ischemica (paziente con infarto recente o pregresso), le cardiomiopatie (malattie proprie del muscolo e spesso congenite), le cardiopatie infiammatorie (miocarditi) nonché nella valutazione delle problematiche delle valvole cardiache, senza dimenticare i tumori cardiaci, meno rari di quanto si sia abituati a pensare» conclude la dott.ssa Federica Pirro.

 

L’importanza di tecnologie di ultima generazione

Il cuore è un organo complesso, abbiamo a che fare con una struttura in continuo movimento, con vasi piccoli come le arterie coronarie e con un muscolo dotato di una propria attività elettrica: per osservarlo serve pertanto una tecnologia avanzata che fino a non tanti anni fa non era disponibile.

Con le apparecchiature di ultima generazione TAC è possibile ottenere una fotografia dettagliata di cuore e coronarie in pochi secondi (basta spesso 1 solo battito cardiaco) con una minima dose di radiazioni ionizzati e una contenuta quantità di mezzo di contrasto somministrata.

Per quanto riguarda la RM oggigiorno le apparecchiature disponibili hanno arricchito sensibilmente il portafoglio di opzioni utili per arrivare ad una precisa diagnosi, avvalendosi di:

  • sequenze di T1 – T2 – T2* mapping che consentono in contesti specifici la caratterizzazione del danno tissutale anche senza l’impiego di mezzo di contrasto, discriminando peraltro con precisione oltre alla presenza di fibrosi del miocardio anche la eventuale presenza delle cosiddette malattie d’accumulo (emocromatosi, amiloidosi, glicogenosi, malattia di Fabry etc) un tempo diagnosticabili con sicurezza solo attraverso la biopsia miocardica;
  • sequenze 3D e 4D-Flow, utilissime soprattutto per le patologie dell’aorta e in caso di cardiopatie congenite;
  • sequenze Stress-RMche permettono una valutazione funzionale per la ricerca della vitalità miocardica, evitando dunque al paziente l’esposizione a radiazioni ionizzanti necessarie ad esempio in caso di impiego di metodiche di medicina nucleare.
 
 

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